PAROLE CHIAVE:
"È un terribile errore lasciare ristagnare qualsiasi impulso naturale, fisico o mentale. Sopprimetelo, se volete, e liberatevene o realizzatelo, e toglietevelo di torno, ma non consentitegli di restare lì a putrefare." -Aleister Crowley
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mercoledì 10 giugno 2020
martedì 9 giugno 2020
Impulsività
L’impulso, o l’impulsività, rappresenta la voglia irrefrenabile di eseguire un’azione incontrollabile, involontaria, incontenibile.
Si tratta di mettere in atto una risposta repentina in reazione a uno stimolo proveniente dall'ambiente esterno tramite un agito comportamentale. Non sempre è un gesto negativo, infatti, le persone che manifestano un tratto impulsivo sono brillanti, veloci nelle decisioni, adottano comportamenti alternativi, sono dinamici e plastici, scattanti, originali e creativi, sono spontanei e molto spesso intuitivi, si adattano ai cambiamenti e sono flessibili alle situazioni della vita.
Ovviamente esiste il rovescio della medaglia: l’impulsività può causare numerosi inconvenienti non solo relazionali, ma anche personali. La cosa importante è non superare il limite, ovvero quel sottile confine che separa il patologico dal normale. L’impulsività è anche un comportamento funzionale se manifestato al momento giusto, ma se fosse l’unica modalità attuabile in tutte le situazioni quotidiane, allora sarebbe disadattiva.
Per saperne di più: https://www.stateofmind.it/tag/impulsivita/
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Si tratta di mettere in atto una risposta repentina in reazione a uno stimolo proveniente dall'ambiente esterno tramite un agito comportamentale. Non sempre è un gesto negativo, infatti, le persone che manifestano un tratto impulsivo sono brillanti, veloci nelle decisioni, adottano comportamenti alternativi, sono dinamici e plastici, scattanti, originali e creativi, sono spontanei e molto spesso intuitivi, si adattano ai cambiamenti e sono flessibili alle situazioni della vita.
Ovviamente esiste il rovescio della medaglia: l’impulsività può causare numerosi inconvenienti non solo relazionali, ma anche personali. La cosa importante è non superare il limite, ovvero quel sottile confine che separa il patologico dal normale. L’impulsività è anche un comportamento funzionale se manifestato al momento giusto, ma se fosse l’unica modalità attuabile in tutte le situazioni quotidiane, allora sarebbe disadattiva.
Agire d’impulso, dunque, significa rispondere malamente senza pensare minimamente alle possibili conseguenze, guidare ad alta velocità in città senza considerare i rischi, lanciare un oggetto senza valutare se fosse dannoso per qualcuno, etc.
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SERIE TV:Diario di un'impulsiva-STEP#22
Diario di un'impulsiva
Episodio 1:
Uno strano incontro
La vita di Sofia era stata così da quando era bambina. Aveva avuto da sempre problemi con le decisioni, arrivando a trovarsi in situazioni difficili e pericolose. Fino a quel giorno, però, era sempre riuscita a cavarsela.
Era il due dicembre e la giornata sembrava più grigia del solito quando aveva salutato la sua famiglia per andare a scuola. Quella mattina era stata più brutta delle altre: sua mamma e suo padre avevano litigato per l'ennesima volta e sua sorella era stata più cattiva del solito. Si sentiva stretta in quel mondo in cui nessuno le voleva bene.
Sofia aveva grandi sogni per il suo futuro: sarebbe voluta diventare una nota pianista e girare per il mondo facendo concerti. Aveva ereditato la passione per la musica da sua nonna, il suo grande punto di riferimento. Ella, da giovane, aveva combattuto contro la leucemia e aveva vinto. Era la donna più forte che conoscesse.
"Attenta al gradino signorina", aveva sentito da un uomo alle sue spalle. Girandosi aveva scorto la sua figura ed era rimasta colpita dal suo volto gentile.
Le lezioni trascorsero velocemente. Non prese l'autobus, aveva bisogno di aria, e mettendo le cuffie alle orecchie si incamminò verso casa.
Fu in quel momento che scorse la stessa figura che l'aveva meravigliata qualche ora prima e si accorse che l'uomo le stava facendo segno di avvicinarsi. Nonostante non lo conoscesse decise di raggiungerlo.
In quel modo Sofia conobbe Luca, uomo d'affari che divenne una presenza costante nella sua vita per i successivi due mesi. Passarono moltissimo tempo insieme, malgrado l'enorme differenza d'età e la ragazza cominciò a sentire nuovamente quell'affetto che non sentiva più da tanto. I suoi genitori non sapevano niente di quell'amicizia, ma non perché la ragazza avesse qualcosa da nascondere, dato che non provava altro se non un forte affetto amichevole, ma perché sapeva che la sua famiglia non avrebbe capito. E così i giorni passarono.
Episodio 2:
La partenza
"Perché non vieni con me? Devo trasferirmi a Parigi per lavoro, tu qui non ci stai bene", erano le parole che non uscivano più dalla sua testa. Luca aveva ragione, lei lì non ci stava bene. I suo genitori stavano per divorziare e sua sorella sfogava tutto il suo dolore su di lei.
Da quando era arrivato quell'uomo misterioso la sua vita aveva preso nuovamente colore eppure c'erano cose che non riusciva del tutto a capire: perché una persona di quarant'anni si era così interessata a una ragazza di diciassette tanto da chiederle di trasferirsi? Non poteva essersi innamorato. Lei stessa aveva più volte messo in chiaro le cose. Eppure continuava a balzarle per la testa di partire, di toccare con mano quella libertà che non aveva mai sentito sulla sua pelle.
Quella sera fu triste. Sofia era immersa nei suoi pensieri quando squillò il telefono. Era la badante di sua nonna che avvertì la famiglia della scomparsa della donna. In quel momento il mondo della ragazza crollò, si frantumò in mille pezzettini mentre la decisione di partire era ormai diventata una certezza.
Sua nonna sapeva bene di quanto Sofia fosse impulsiva, le aveva sempre raccomandato di fare attenzione, di pensare attentamente prima di prendere una decisione importante avvertendola del fatto che a certe cose in seguito non si può più rimediare. La ragazza, purtroppo, non aveva mai compreso il senso delle sue parole e quella partenza così affrettata ne era la prova.
Abbandonò casa sua qualche giorno dopo durante la notte, recandosi presso l'appartamento di Luca dopo aver scritto una lettera di saluto che lasciò sul tavolo della cucina.
Una volta arrivati a Parigi, però, la persona che credeva di conoscere, l'uomo che l'aveva salvata da quella brutta piega che aveva preso la sua esistenza si rivelò il peggiore dei nemici.
Episodio 3:
Un nuovo incubo
Lo sguardo di Luca era cambiato, aveva gli occhi che brillavano di una luce strana, oscura. Le sembrava impossibile che una persona potesse cambiare così rapidamente eppure nei giorni a seguire la vita di Sofia divenne un vero inferno. Non le era permesso di uscire di casa per nessun motivo al mondo, le era stato sequestrato qualsiasi dispositivo con cui potesse avere contatti con altre persone e non poteva gridare in cerca di aiuto perché l'appartamento era stato perfettamente insonorizzato prima del loro arrivo.
Non c'era notte che la ragazza non trascorresse piangendo, conscia di aver commesso uno sbaglio enorme e sperando con tutta sé stessa che la sua famiglia la stesse cercando. In effetti era quello che stava accadendo: i suoi genitori all'indomani della fuga della loro figlia avevano contattato le autorità ma, purtroppo, le ricerche erano diventate estremamente difficili da portare avanti, a causa della mancanza di tracce lasciate da Sofia.
Passarono ben due anni da quando la ragazza era stata rapita e arrivò il giorno del suo diciottesimo compleanno.
Quella sera, però, l'uomo fece un passo falso: lasciò per sbaglio il suo cellulare sul tavolo e andò a farsi la doccia. La ragazza cogliendo l'occasione al balzo chiamò la polizia. Purtroppo, appena compreso l'errore Luca tornò indietro trovando Sofia a telefono. Fu in quel momento che preso da un raptus spinse la ragazza con tutta la sua forza da lui posseduta causandole una ferita.
Pensando al peggio Sofia immaginò sua nonna scusandosi per lo sbaglio commesso.
Qualche minuto dopo, però, la porta dell'appartamento venne sfondata dagli uomini della polizia che bloccarono Luca e salvarono la ragazza.
La giovane donna poté ricongiungersi alla sua famiglia, cominciò ad apprezzare le piccole cose su cui non si era mai soffermata più di tanto e soprattutto capì quanto fosse importante pensare e ragionare attentamente prima di prendere decisioni così importanti trasformando l'impulsività, che tutti consideravano un difetto, in un pregio.
Episodio 1:
Uno strano incontro
La vita di Sofia era stata così da quando era bambina. Aveva avuto da sempre problemi con le decisioni, arrivando a trovarsi in situazioni difficili e pericolose. Fino a quel giorno, però, era sempre riuscita a cavarsela.
Era il due dicembre e la giornata sembrava più grigia del solito quando aveva salutato la sua famiglia per andare a scuola. Quella mattina era stata più brutta delle altre: sua mamma e suo padre avevano litigato per l'ennesima volta e sua sorella era stata più cattiva del solito. Si sentiva stretta in quel mondo in cui nessuno le voleva bene.
Sofia aveva grandi sogni per il suo futuro: sarebbe voluta diventare una nota pianista e girare per il mondo facendo concerti. Aveva ereditato la passione per la musica da sua nonna, il suo grande punto di riferimento. Ella, da giovane, aveva combattuto contro la leucemia e aveva vinto. Era la donna più forte che conoscesse.
"Attenta al gradino signorina", aveva sentito da un uomo alle sue spalle. Girandosi aveva scorto la sua figura ed era rimasta colpita dal suo volto gentile.
Le lezioni trascorsero velocemente. Non prese l'autobus, aveva bisogno di aria, e mettendo le cuffie alle orecchie si incamminò verso casa.
Fu in quel momento che scorse la stessa figura che l'aveva meravigliata qualche ora prima e si accorse che l'uomo le stava facendo segno di avvicinarsi. Nonostante non lo conoscesse decise di raggiungerlo.
In quel modo Sofia conobbe Luca, uomo d'affari che divenne una presenza costante nella sua vita per i successivi due mesi. Passarono moltissimo tempo insieme, malgrado l'enorme differenza d'età e la ragazza cominciò a sentire nuovamente quell'affetto che non sentiva più da tanto. I suoi genitori non sapevano niente di quell'amicizia, ma non perché la ragazza avesse qualcosa da nascondere, dato che non provava altro se non un forte affetto amichevole, ma perché sapeva che la sua famiglia non avrebbe capito. E così i giorni passarono.
Episodio 2:
La partenza
"Perché non vieni con me? Devo trasferirmi a Parigi per lavoro, tu qui non ci stai bene", erano le parole che non uscivano più dalla sua testa. Luca aveva ragione, lei lì non ci stava bene. I suo genitori stavano per divorziare e sua sorella sfogava tutto il suo dolore su di lei.
Da quando era arrivato quell'uomo misterioso la sua vita aveva preso nuovamente colore eppure c'erano cose che non riusciva del tutto a capire: perché una persona di quarant'anni si era così interessata a una ragazza di diciassette tanto da chiederle di trasferirsi? Non poteva essersi innamorato. Lei stessa aveva più volte messo in chiaro le cose. Eppure continuava a balzarle per la testa di partire, di toccare con mano quella libertà che non aveva mai sentito sulla sua pelle.
Quella sera fu triste. Sofia era immersa nei suoi pensieri quando squillò il telefono. Era la badante di sua nonna che avvertì la famiglia della scomparsa della donna. In quel momento il mondo della ragazza crollò, si frantumò in mille pezzettini mentre la decisione di partire era ormai diventata una certezza.
Sua nonna sapeva bene di quanto Sofia fosse impulsiva, le aveva sempre raccomandato di fare attenzione, di pensare attentamente prima di prendere una decisione importante avvertendola del fatto che a certe cose in seguito non si può più rimediare. La ragazza, purtroppo, non aveva mai compreso il senso delle sue parole e quella partenza così affrettata ne era la prova.
Abbandonò casa sua qualche giorno dopo durante la notte, recandosi presso l'appartamento di Luca dopo aver scritto una lettera di saluto che lasciò sul tavolo della cucina.
Una volta arrivati a Parigi, però, la persona che credeva di conoscere, l'uomo che l'aveva salvata da quella brutta piega che aveva preso la sua esistenza si rivelò il peggiore dei nemici.
Episodio 3:
Un nuovo incubo
Lo sguardo di Luca era cambiato, aveva gli occhi che brillavano di una luce strana, oscura. Le sembrava impossibile che una persona potesse cambiare così rapidamente eppure nei giorni a seguire la vita di Sofia divenne un vero inferno. Non le era permesso di uscire di casa per nessun motivo al mondo, le era stato sequestrato qualsiasi dispositivo con cui potesse avere contatti con altre persone e non poteva gridare in cerca di aiuto perché l'appartamento era stato perfettamente insonorizzato prima del loro arrivo.
Non c'era notte che la ragazza non trascorresse piangendo, conscia di aver commesso uno sbaglio enorme e sperando con tutta sé stessa che la sua famiglia la stesse cercando. In effetti era quello che stava accadendo: i suoi genitori all'indomani della fuga della loro figlia avevano contattato le autorità ma, purtroppo, le ricerche erano diventate estremamente difficili da portare avanti, a causa della mancanza di tracce lasciate da Sofia.
Passarono ben due anni da quando la ragazza era stata rapita e arrivò il giorno del suo diciottesimo compleanno.
Quella sera, però, l'uomo fece un passo falso: lasciò per sbaglio il suo cellulare sul tavolo e andò a farsi la doccia. La ragazza cogliendo l'occasione al balzo chiamò la polizia. Purtroppo, appena compreso l'errore Luca tornò indietro trovando Sofia a telefono. Fu in quel momento che preso da un raptus spinse la ragazza con tutta la sua forza da lui posseduta causandole una ferita.
Pensando al peggio Sofia immaginò sua nonna scusandosi per lo sbaglio commesso.
Qualche minuto dopo, però, la porta dell'appartamento venne sfondata dagli uomini della polizia che bloccarono Luca e salvarono la ragazza.
La giovane donna poté ricongiungersi alla sua famiglia, cominciò ad apprezzare le piccole cose su cui non si era mai soffermata più di tanto e soprattutto capì quanto fosse importante pensare e ragionare attentamente prima di prendere decisioni così importanti trasformando l'impulsività, che tutti consideravano un difetto, in un pregio.
martedì 19 maggio 2020
Abbecedario dell'impulso-#STEP17
<<La stesura di un abbecedario della mia parola ha costituito anche l'occasione per creare una prima rete di collegamenti tra i vari argomenti trattati nel corso di questi mesi, tutti inerenti al concetto di impulso. A tal proposito ho inserito dei link in modo da rendere più rapida la correlazione.>>
-Amore
-Battere
-Causa
-Desiderio
-Evasione
-Forza
-Giovinezza
-Hankering
"a strong wish"(un forte desiderio)
-Istinto
-Jung Gustav
-Knock down
"Di pugile, atterrare l'avversario in maniera repentina e violenta"
-Libertà
-Movimento
-Novità
-Obbedire
-Persuasione
-Quantità di moto
-Resistenza
-Spinta
-Tempo
-Urto
-Violenza
-Wherterismo
"Atteggiamento e comportamento, caratterizzato dall’inclinazione a una tormentata e dolorosa inquietudine, accompagnata da scatti di ardente passionalità, considerato tipico dell’eroe romantico".
-Xilofono
-Yen
"a strong feeling of wanting or wishing for something" (una forte sensazione nel volere o desiderare qualcosa".
-Zibaldone
-Jung Gustav
-Knock down
"Di pugile, atterrare l'avversario in maniera repentina e violenta"
-Libertà
-Movimento
-Novità
-Obbedire
-Persuasione
-Quantità di moto
-Resistenza
-Spinta
-Tempo
-Urto
-Violenza
-Wherterismo
"Atteggiamento e comportamento, caratterizzato dall’inclinazione a una tormentata e dolorosa inquietudine, accompagnata da scatti di ardente passionalità, considerato tipico dell’eroe romantico".
-Xilofono
-Yen
"a strong feeling of wanting or wishing for something" (una forte sensazione nel volere o desiderare qualcosa".
-Zibaldone
martedì 24 marzo 2020
Un concetto di antiche origini-STEP#02
In qualche post precedente ho accennato alle origini latine della parola "impulso", costituita dal verbo "pellere", spingere, e da "in", particella introduttiva del complemento di moto a luogo, con il significato di verso. La parola ha, dunque, il significato di "spingere verso qualcosa".
Come già osservato nello stesso post a cui facevo riferimento, la parola "impulso" non nasce col latino seppure è esso che ce la tramanda così come la conosciamo oggi.
A questo punto ci chiediamo cosa spinse i latini a condensare le molteplici terminologie precedenti (osservate in lingua greca, da cui i romani attinsero notevolmente), in un'unica semplice parola.
Il motivo è intuitivo.
Come tutti sappiamo, i romani erano dei grandi amanti della concretezza e della chiarezza. In questo si distinguevano dai greci. Nonostante amassero in grande misura tutte le arti, dalle più grandi alle inferiori (se così si possono definire ), come i loro "propinqui", non condividevano certi aspetti del loro essere. Essi consistevano nell'eccessivo dilungarsi perdendo di vista l'obiettivo. Si pensi ai 24 libri dell'Iliade, contrapposti alla metà dei libri dell'Eneide virgiliana.
Una delle parole che essi decisero di condensare fu proprio quella in esame, così che da "ὁρμή"(ormé) e "προτροπή" (protropé), si passò ad "impulso", oggi usata da tutti noi.
E' con i romani, inoltre, che essa viene usata, come viene fatto tuttora, in letteratura.
La ritroviamo a indicare i suoi molteplici aspetti, dal punto di vista tecnico in Vitruvio , a quello più umano nella letteratura di età imperiale. In età imperiale, infatti, ritroviamo aspetti che sono stati fortemente attuali nel Romanticismo e Decadentismo, di cui l'impulso faceva largamente parte.
Ovviamente è importantissimo ribadire che non è con la letteratura latina che si parla per la prima volta di impulso. Come già accennato, era presente in altre lingue e in altre letterature. Come tralasciare i grandi filosofi greci e le loro teorie (ma di questo parlerò in seguito).
Con i Romani la ritroviamo così come viene utilizzata oggi, comprendendo una serie di significati e sfumature che prima erano indicati diversamente.
Come già osservato nello stesso post a cui facevo riferimento, la parola "impulso" non nasce col latino seppure è esso che ce la tramanda così come la conosciamo oggi.
A questo punto ci chiediamo cosa spinse i latini a condensare le molteplici terminologie precedenti (osservate in lingua greca, da cui i romani attinsero notevolmente), in un'unica semplice parola.
Il motivo è intuitivo.
![]() |
| Publio Virgilio Marone |
Una delle parole che essi decisero di condensare fu proprio quella in esame, così che da "ὁρμή"(ormé) e "προτροπή" (protropé), si passò ad "impulso", oggi usata da tutti noi.
E' con i romani, inoltre, che essa viene usata, come viene fatto tuttora, in letteratura.
La ritroviamo a indicare i suoi molteplici aspetti, dal punto di vista tecnico in Vitruvio , a quello più umano nella letteratura di età imperiale. In età imperiale, infatti, ritroviamo aspetti che sono stati fortemente attuali nel Romanticismo e Decadentismo, di cui l'impulso faceva largamente parte.
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| Resti dell'antica città di Roma Foro Romano, Roma |
Con i Romani la ritroviamo così come viene utilizzata oggi, comprendendo una serie di significati e sfumature che prima erano indicati diversamente.
L'impulso nel mondo-STEP#01bis
Nel corso della storia molti hanno elaborato il proprio pensiero circa il concetto di impulso.Mi sto riferendo non solo ad appartenenti al mondo scientifico ma anche a quello storico-letterario.
La diretta conseguenza di ciò, oltre, ovviamente, alla necessità di comunicare, è la presenza del termine impulso in ogni lingua del mondo.
Ho portato avanti una ricerca per evidenziare quelle che sono le interpretazioni del termine nelle svariate lingue (qui ne ho prese in esame solo alcune) e le differenze che intercorrono nelle diverse traduzioni.
Inglese
Nella lingua inglese, alla nostra parola "impulso" corrispondono due termini:
- impulse, "an impulse is a sudden desire to do something", l'impulso è il desiderio improvviso di fare qualcosa. Altre traduzioni, più tecniche, sono quelle in cui si parla dell'impulso elettrico o nervoso, nonché l'utilizzo del termine "impulse" come un aggettivo accanto alla parola "buy" per indicare qualcosa che si decide di comprare appena si vede, in maniera impulsiva appunto;
-impetus, "an impetus makes a process happen more quickly", un impulso rende un processo più rapido.
Nella letteratura inglese, ritroviamo l'impulse, in chiave da una parte moderna, dall'altra più primitiva e animalesca nelle opere del celeberrimo scrittore Oscar Wilde. In una delle sue opere più famose, "Il ritratto di Dorian Gray", il protagonista cede, infatti, all'impulso più oscuro, vendendo la propria anima al diavolo.
Francese
La definizione del termine impulso in francese è strettamente correlata al mondo della medicina. "Pouls" rappresenta "Expansion rythmique d'une artère située à proximité de la peau, résultant du passage du sang et perçue à la palpation", l'espansione di un'arteria in prossimità della pelle, dovuta al passaggio del sangue e percepita alla palpazione.
Procedendo con la ricerca del termine nell'arte e nella letteratura francesi è impossibile tralasciare l"elàn vital" di Bergson, filosofo ottocentesco francese, con cui veniva indicato uno "slancio vitale", un impulso, appunto, nel proseguire con la vita.
Cinese
Come nella lingua inglese, anche in cinese osserviamo la presenza di più parole, ognuna volta a indicare un aspetto ben preciso.
Mi sono soffermata, in particolare, su due termini:
-脉冲, (mài chong) "impulso", formato a sua volta da 脉, (mài) "vena" e 冲 (chong) "battere", con la quale viene indicato l'impulso fisico, quello descritto in precedenza nella sua versione francese;Mi sono soffermata, in particolare, su due termini:
-本能, (bèn neng) "istinto, impulso congenito", formato da 本 (bèn), "origine", e 能 (neng), "energia", indicando, appunto, la spinta che porta alla formazione di tutto il resto.
Arabo
L'ultima lingua su cui ho deciso di soffermarmi è l'arabo, la quale mi ha colpito molto,data la compresenza di un grande quantitativo di parole, in quanto ognuna va a indicare delle specifiche sfumature della parola impulso.
-نَزْوَه, (naz̊wah) indica l'impulso visto come desiderio;
-نبْضة , (nb̊ḍẗ) è utilizzato in riferimento a impulsi elettrici;
-نبْض عصبِي, (nb̊ḍ ʿṣbī) si riferisce agli impulsi nervosi, dal punto di vista prettamente fisico.
Oltre a queste lingue, che ho analizzato più attentamente, riporto altre traduzioni della parola in esame:
-"Puls" --- tedesco
-"pulsar" --- portoghese
-"pulso" --- spagnolo
-"mapigo" --- swahili
-"παλμό" (palmò) --- greco moderno
giovedì 19 marzo 2020
Etimologia e definizione linguistica della parola-STEP#01
La parola Impulso è rappresentata, all'interno del vocabolario del greco antico da una serie di parole, ognuna riguardante una specifica interpretazione del lemma, che noi, e prima di noi i romani, usufruitori del latino, abbiamo condensato in un unico termine. Tra queste prendo come esempio "ὁρμή", (ormé) la quale precisa un impulso interno e "προτροπή", (protropé) che al contrario, ne indica uno esteriore.
3. stimolo, incremento, spinta: dare impulso all’industria, al commercio.
La parola, come già accennato, così come la conosciamo oggi, proviene dal latino.
"Impùlso=lat. Impùlsus, che è pure participio passato del verbo Impèllere, composto della particella in "verso" e pellére "spingere". Atto col quale un corpo comunica il moto ad un altro; Urto; e moralmente Incitamento a fare checchessia.
Deriv. Impulsione, Impulsivo, Impulsore."
Osserviamone adesso le svariate definizioni in lingua italiana.
Impulso=[im-pùl-so] n.m., pl. -i
1. spinta istintiva a compiere un’azione: avere l’impulso di scappare, di gridare; cedere a un impulso; frenare i propri impulsi; inclinazione, impulso a fare del bene.
2. spinta comunicata a un corpo da un altro corpo o da una forza: l’acqua dà impulso alla ruota del mulino |impulso elementare di una forza, (fis.) il prodotto della forza applicata a un corpo per l’intervallo di tempo in cui essa agisce |impulso di tensione elettrica, di tensione di corrente, (elettr.) variazione rapida e breve della tensione elettrica o dell’intensità di corrente elettrica.3. stimolo, incremento, spinta: dare impulso all’industria, al commercio.
4. in telefonia, scatto telefonico.
Fonti: Vocabolario etimologico della lingua italiana; Dizionario Garzanti.
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Sintesi finale-STEP#24
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